lo spazio del traduttore

– dove le idee scelgono nuove lingue

Spazio di lavoro – io lo vedo cosi’

Ambiente di lavoro, come poterlo raccontare? Si è creato solo per  caso – io non sono troppo un amante dei dettagli esageratamente elaborati, la mia impostazione culturale è infatti piuttosto fondata sulla razionalità, ma adoro comunque alcuni begli oggetti utili all’arredamento del mio working space. Sono infatti ingegnere meccanico che dopo aver operato nel settore per oltre un trentennio  ha deciso da ormai tre anni di collaborare part-time con diverse aziende del settore come mediatore linguistico.

Sono statunitense bilingue inglese-francese e conosco molto bene l’italiano e lo spagnolo. Mi scuso  se la mia prosa non sarà sempre all’altezza dei miei carissimi colleghi italiani ma ci tengo veramente poter comparire tra i primi contributi di questo blog che è al suo esordio e a cui auguro enorme successo e seguito tra noi traduttori professionali.

Come ho già detto, mi sono installato in questo ambiente di lavoro da ormai tre anni, ci sto bene e cerchero’ in questi pochi paragrafi di ritrarne un po’ il carattere. E’ un locale molto spazioso, ma purtroppo poco luminoso, dalle pareti tinteggiate in noisette, ricoperte da una serie di quadri che ho acquistato durante i miei soggiorni in Italia.  Amo questo paese e la sua cultura di cui  ho voluto impararne la lingua per passione e non, inizialmente, per necessità lavorativa.

Il suo pavimento è un caldo parquet in noce, arricchito da due tappeti orientali parzialmente celati dalla mia scrivania (un bel mobile fine ‘700 inglese) e da una poltrona con tavolino che utilizzo quando intendo rilassarmi dopo qualche ora di lavoro sul mio Mac.

Le sorgenti luminose sono due lampade stile Tiffany  e un lampadario veneziano al soffitto. Come potrete immaginare l’ambiente non è certo moderno perché la mia età ed il mio vissuto mi hanno portato  ad amare gli oggetti che hanno una storia, che ho acquistato durante i miei numerosi  viaggi in Europa.

Sul lato destro della mia scrivania troviamo una semplicissima libreria in acero su quattro piani, dove ho collezionato diversi libri che non hanno nulla a che fare con il mestiere di traduttore tecnico. Sono infatti dei volumi antichi che riguardano la letteratura anglo-ispano-americana. Li ho letti tutti e adoro il loro aspetto un po’ vissuto in cuoio  dalle tinte calde.

Come profumo di ambiente ho scelto quello della lavanda provenzale che viene costantemente emanata da una piccola anforetta « diffusore » appoggiata su un angolo della mia scrivania.  Questa piacevole essenza dona un  tocco fresco all’ambiente ed è stata mia moglie a pensarci acquistandola l’estate scorsa a Mentone, splendida cittadina in Costa Azzurra.

Credo di aver svelato cosi’ il luogo in cui lavoro, almeno a livello ambientale visto che non ho specificato affatto la città o lo stato in cui si trova. Ritengo sia giusto cosi’ visto che lo scopo di questo blog sia di descrivere degli ambienti di lavoro che si trovino in diversi parti del mondo senza mai rivelarne esattamente la collocazione geografica. Si tratta infatti degli spazi dei traduttori che di per se non hanno un’unica nazionalità visto che spaziano con il loro mestiere sempre oltre le frontiere geografiche. Di fatto è l’essenza stessa di questa professione che non ammette vincoli territoriali ma che crea degli spazi linguistici autenticamente aperti.

David Sanson

Ex ingegnere meccanico, lavora attualmente come traduttore tecnico per diverse agenzie in Europa e Stati Uniti.

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